La casa è una necessità, un diritto. A Bologna il 75% circa delle famiglie ha almeno una casa in proprietà. Poi ci sono i deboli: giovani coppie, single, studenti e migranti e in generale le categorie sociali meno garantite e con inferiori possibilità economiche. Loro generalmente non ce l'hanno. Tante giovani coppie sono costrette a lasciare la città per spostarsi in provincia, gli altri restano e pagano. 220/250 euro di affitto per un posto letto in una camera doppia e 350 in una singola, più 700 euro per un bilocale in periferia, per non parlare di monolocali e appartamenti in centro: a Bologna la casa è un lusso. O sei ricco. o hai una famiglia che te la paga, oppure per pagare l'affitto ti limiti a sopravvivere. Quando ce la fai. Questo vale per i bolognesi e per i migranti. Italiani e stranieri, studenti e lavoratori. Poi c'è la Bologna della Vergogna: migliaia di case ufficialmente sfitte, in buona parte affittate in nero a studenti o a migranti che permettono ai soliti noti di mantenere il mercato degli affitti alle stelle. Quello della casa è più di un problema, è un'emergenza sociale. E appena i palazzi bolognesi torneranno all'opposizione assieme ai loro amici della giunta uscente, dovrà essere risolta. Una volta per tutte.
Noi proponiamo di:
stanziare risorse pubbliche per costruire e ristrutturare case da affittare
dare ulteriori sconti fiscali per i proprietari di case in affitto a canoni concordati e alle imprese che risolvono il problema della casa ai loro dipendenti
incentivare il Fondo Sociale per l'Affitto e le risorse per gli interventi pubblici
istituire contratti collettivi tra proprietari di casa e studenti, con l'amministrazione comunale come garante, in un tavolo di concertazione che comprenda tutti i soggetti rendere legittima e legale l'occupazione di un edificio pubblico rimasto sfitto oltre sei mesi
La vergogna di Bologna: affitti alle stelle per tutti e migliaia di case sfitte di pochi. La casa è un diritto, non un lusso. E i colpevoli devono pagare. Più tasse.