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IRAQ E BARBARIE

SETTEMBRE2004 (QUASI-OTTOBRE)

Grazie Simona Torretta. Grazie Simona Pari
di VILMO
Vi hanno strappato i colori dell'esistere come si strappa la gramigna dalla terra. Siete due Simone in pratica, però per il mio cuore siete un unico corpo, un unico pensiero che cerca di avvolgere di colori veri questo mondo troppo sporco di falsità. Eravate là perchè ci fossero dei prati dove i bimbi ci giocano con gli aquiloni e le farfalle. Eravate là perchè quel seme di pace germogli per diventare non solo un grande albero, ma una grande foresta. Eravate là perchè nessun bambino del mondo deve morire di fame. Eravate là perchè è giusto essere ovunque dove c'è bisogno di libertà.
Non vi siete chieste se ne valeva la pena di esserci perchè eravate in pochi e piovevano bombe, c'ervate e basta.
Grazie Simona Torretta.
Grazie Simona Pari.
Siete due donne vere con un unico messaggio da dare al mondo. Costruiamo nel cielo un arcobaleno colorandolo con i colori della pace e dell'amore vero.
Grazie e un arrivederci a presto, due puntini viaggianti.




SETTEMBRE2004

* / * - Tre anni fa il mondo era un altro
Sono passati tre anni dal disastro delle Torri Gemelle di New York.
Tre anni fa il mondo era un altro. Oggi siamo costretti a guardare in faccia un terrorismo cieco e feroce, capace di stravolgere gli equilibri mondiali e insieme la nostra quotidianità.
La condanna di tutti i "terrorismi" è necessaria. Ma non basta. Può essere solo il primo passo sulla strada che deve portare a dei veri cambiamenti, anche se troppe cose, oggi, ci indicano che siamo ancora lontani anche dall'inizio del cammino. Il rapimento delle due giovani volontarie italiane è lì a dimostrarcelo.
La risposta al terrorismo della comunità internazionale (cioè una parte importante dell'ex mondo "occidentale") ha avuto conseguenze drammatiche (due guerre sono sempre devastanti) e ha aggravato la situazione nella lotta al terrorismo. Con la guerra in Afghanistan non sono riusciti a sconfiggere il terrorismo dove esso era presente; con la guerra in Iraq ne hanno fatto nascere un altro dove non c'era.Tre anni fa non avremmo mai pensato di dover assistere a una guerra globale contro un nemico che è senza Stato, senza divisa e senza confini; un nemico che viene combattuto con bombardamenti e occupazioni militari, invece che con l'intelligence e con l'incontro e il dialogo tra i popoli coinvolti.
Insomma, è successo il peggio che potesse succedere: l'esplosione di un terrorismo barbaro e sfuggente e una risposta fallimentare da tutti i punti di vista.
Ci opponiamo al terrorismo (sempre e comunque) e allo stesso tempo continuiamo a essere contrari alla guerra in Iraq e alla sua occupazione militare.
Il nostro pensiero oggi va alle vittime del terrorismo globale (dalle Twin Towers all'Ossezia).
Il nostro pensiero oggi va alle vittime delle guerre in Afghanistan e in Iraq.




MAGGIO2004

La drammatica situazione dell’Iraq dimostra l’infondatezza ed il fallimento delle ragioni e degli obiettivi con cui l’Amministrazione Usa e la “coalizione dei volenterosi” hanno giustificato l’intervento militare.
La tesi per cui il terrorismo si può combattere solo con la guerra si è dimostrata completamente infondata ed è anzi riuscita a creare le condizioni per una vasta estensione della minaccia terroristica. Il totale fallimento dell’idea di esportare la democrazia attraverso l’uso della forza o attraverso la deposizione del regime di Saddam Hussein, le menzogne sull’esistenza di armi di distruzione di massa ci hanno confermato che le vere ragioni di questo conflitto erano altre e ci sono state sempre coscientemente tenute nascoste.
La Sinistra giovanile conferma la propria condanna alla guerra in Iraq, alla dottrina Bush che l’ha ispirata ed all’attuale stato di occupazione militare.
Abbiamo appreso con dolore la notizia della morte del lagunare Matteo Vanzan. Ma come per la strage di Nassiriya, il fatto che queste vittime vengano fatte passare per eroi ci sembra solamente l'ennesimo tentativo di legittimare una forma di violenza che, proprio perché proveniente da stati “democratici”, è ancora più grave.
Il centro-sinistra e la Sg, insieme all’intero movimento pacifista, si sono schierati da sempre, anche prima del suo inizio, contro questa guerra, contro un attacco che avrebbe portato morte e distruzione, escalation del conflitto e altri morti.
Le grandi potenze non si vogliono rendere conto che non si può combattere un fenomeno, sia esso il terrorismo, la dittatura, la violazione dei diritti umani, senza pensare a battere le sue cause. E’ così in Israele e in Palestina, dove una parte continua a rispondere con forza e violenza alla forza e alla violenza dell’altra parte; è così in Iraq; sarà così ogni qualvolta non si sarà capaci di guardare alle ragioni profonde delle lacerazioni e delle ingiustizie.
E’ per tutte queste ragioni che va preso atto che, dopo la risoluzione 1511 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non si è prodotto, soprattutto per responsabilità americane, nessun cambiamento in grado di garantire un mutamento del modo di conduzione del dopoguerra iracheno. Perciò è fondamentale arrivare quanto prima, vista la drammaticità della situazione, alla fine dell’occupazione militare e al ritiro del contingente italiano.
La Sinistra Giovanile lo chiede con forza.

Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle
e quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d'un altro eroe alla memoria
era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle
ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria.


(Fabrizio De Andrè, La ballata dell'eroe)

Materiale da scaricare

-

Direzione nazionale Sg, Odg sull'Iraq 10 maggio 2004

Inserito il 20/05/2004 - Letture: 181 - 15,27 KB
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Last update
04/12/2004



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